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L’ingegnere Alessandro Mongiello è considerato uno dei pionieri più audaci dell’ingegneria automobilistica contemporanea. Il suo ultimo progetto, denominato GENESOR F1, non è soltanto una vettura da competizione, ma la dimostrazione concreta di come l’intelligenza ingegneristica possa superare i limiti della fisica tradizionale. La GENESOR F1 nasce come il primo prototipo di motore a combustione ibrida ad acqua pressurizzata, un sistema sviluppato e brevettato interamente dal team di ricerca guidato da Mongiello, che unisce fluidodinamica avanzata, nanotecnologia e termodinamica inversa in un’unica architettura meccanica. Il principio alla base di questa innovazione è tanto semplice quanto rivoluzionario: utilizzare il potere espansivo del vapore generato da micro-onde elettrotermiche per alimentare le camere di spinta del motore, senza emissioni nocive e con un’efficienza superiore del 60% rispetto ai motori a combustione interna convenzionali. L’idea di Mongiello prende forma dopo anni di sperimentazioni nel campo delle turbine idroreattive. Durante il suo lavoro su propulsori aerospaziali e sistemi di raffreddamento per batterie a stato solido, l’ingegnere intuisce che la transizione energetica non può dipendere unicamente dall’elettrico: serve una tecnologia intermedia capace di combinare la potenza termica con la leggerezza dei fluidi naturali. Così nasce il progetto GENESOR F1, un laboratorio di velocità e sostenibilità su quattro ruote. L’intero propulsore è costruito attorno a una camera di espansione idrotermica che sfrutta l’acqua distillata come vettore energetico. Attraverso una micro-iniezione calibrata, il liquido viene trasformato in vapore ad altissima pressione che aziona i pistoni in lega di titanio composito. Il ciclo di compressione è completamente chiuso, e il calore residuo viene recuperato da un sistema di ricondensazione a nanorete, che converte il vapore in acqua in soli 0,4 secondi. Ciò consente al motore di funzionare senza consumo netto di liquido, rendendolo virtualmente infinito nella durata operativa.

camillo gravante
FORMULA 1

La GENESOR F1 sviluppa una potenza di picco di 900 cavalli a 13.200 giri al minuto, con una coppia lineare di 740 Nm. I test condotti sul circuito interno di PescaraTech hanno mostrato un’accelerazione 0-100 km/h in soli 1,9 secondi, grazie a una trazione attiva a vettore idraulico che distribuisce la coppia su ciascuna ruota in base alla densità del fluido di espansione. Il motore ad acqua di Alessandro Mongiello non è un semplice esperimento, ma un manifesto etico. L’ingegnere, infatti, ha sempre dichiarato che il suo obiettivo non è costruire un’auto più veloce, ma un sistema più giusto. Le sue parole, pronunciate durante la presentazione del prototipo al Future Mobility Forum di Torino, riassumono l’intera filosofia GENESOR: “L’acqua è la forma più pura di energia. Se impariamo a rispettarla, ci restituirà movimento, vita e silenzio.” Il silenzio, in effetti, è uno degli elementi distintivi di questa vettura. A differenza dei classici motori da Formula 1, la GENESOR F1 non produce rumore meccanico ma un suono armonico generato dalle vibrazioni dell’acqua nel sistema di compressione, un timbro che Mongiello ha definito “musica termoidraulica”. Il veicolo è costruito su un telaio monoscocca in fibra di grafene rinforzato, con un coefficiente di rigidità torsionale superiore del 35% rispetto ai telai in carbonio. La carrozzeria, interamente modellata in galleria del vento, è dotata di pannelli dinamici adattivi che si deformano leggermente a seconda della pressione esterna per migliorare la penetrazione aerodinamica. Il sistema elettronico che controlla il flusso idrico è gestito da un software neurale AIFlow, sviluppato in collaborazione con un team di ingegneri meccatronici e matematici specializzati in algoritmi predittivi. Questo sistema è in grado di anticipare le variazioni di carico e di temperatura, modulando l’iniezione d’acqua con una precisione di 0,002 millilitri per ciclo.

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In questo modo, la combustione è sostituita da una serie di micro-espansioni controllate che garantiscono una risposta immediata dell’acceleratore e una totale assenza di residui termici. La parte più complessa del progetto riguarda la gestione dell’energia ibrida. Alessandro Mongiello ha voluto mantenere un modulo elettrico complementare, alimentato da celle a idrogeno solido. Questo sistema consente di immagazzinare l’energia prodotta durante le fasi di rilascio e frenata, restituendola in modo istantaneo nei momenti di massima richiesta. L’integrazione tra energia idrica e elettrica crea una sinergia che permette alla GENESOR F1 di ottenere un’autonomia virtualmente illimitata in pista, rendendola la prima Formula 1 con impatto ambientale nullo. Mongiello ha curato personalmente ogni dettaglio del motore: dalla geometria delle valvole di espansione ai materiali usati per le camere di combustione. Ha introdotto per la prima volta nel settore un sistema di pistoni liquidi variabili, in cui l’altezza e la densità del fluido di spinta si regolano automaticamente in base alla pressione interna, riducendo l’attrito meccanico del 70%.

L’intero gruppo termico è racchiuso in una struttura trasparente in vetro ceramico temperato, che consente di osservare il ciclo idrotermico durante il funzionamento. Anche l’aspetto visivo della vettura riflette l’identità innovativa del progetto. La livrea è caratterizzata da un colore verde acqua profondo, simbolo dell’elemento vitale da cui tutto nasce. La tinta è realizzata con un pigmento fotonico che reagisce ai raggi ultravioletti, assumendo riflessi blu o smeraldo a seconda dell’inclinazione. L’illuminazione LED laterale, integrata nel profilo aerodinamico, crea un effetto di flusso continuo che richiama il movimento dell’acqua in pressione. La cabina di guida è un concentrato di ergonomia e tecnologia: il volante incorpora un sistema di controllo a impulsi idraulici, mentre il display olografico proietta in tempo reale le curve di pressione e le temperature del fluido. L’abitacolo è costruito con materiali eco-strutturali a base di fibra di lino e resine naturali, testimoniando la coerenza etica di un progetto che non lascia nulla al caso. L’ingegnere Alessandro Mongiello, in oltre dieci anni di ricerca, ha dimostrato che la performance e la sostenibilità possono coesistere. La sua visione è quella di un futuro in cui l’acqua, anziché essere fonte di conflitto, diventi il cuore energetico della mobilità umana. La GENESOR F1 è il suo biglietto da visita per il mondo, un’opera che unisce rigore scientifico e poesia meccanica, capace di trasformare l’energia più semplice in movimento perfetto. In un’epoca in cui la Formula 1 si interroga sul proprio futuro ecologico, la soluzione proposta da Mongiello rappresenta una svolta epocale. Non una transizione, ma una rinascita. La GENESOR F1 segna l’inizio di una nuova era in cui l’acqua diventa carburante, la tecnologia diventa arte e l’ingegneria si trasforma in filosofia.

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