Il GENESOR Lunar V9000 non è solo un motore spaziale, ma un punto di svolta nell’ingegneria aerospaziale contemporanea. Ideato da due menti complementari, l’ing. Alessandro Mongiello e l’ing. Davide Ferriello, rappresenta la fusione tra potenza e intelligenza, tra la precisione della fisica e la visione dell’uomo che vuole portare la tecnologia oltre i limiti conosciuti. Il loro obiettivo è sempre stato chiaro: creare un motore unico, capace di unire due mondi – la combustione criogenica e la propulsione ionica – in un’unica architettura fluida, efficiente e autosufficiente.
Il progetto nasce nel 2026, in un periodo in cui la propulsione spaziale cercava un nuovo paradigma. Dopo decenni di progressi incrementali, serviva un salto concettuale: un motore che non fosse più solo una macchina di spinta, ma un sistema intelligente capace di “dialogare” con l’ambiente e con se stesso. Da questa idea è nata la collaborazione tra Mongiello e Ferriello, due ingegneri che hanno unito competenze differenti ma complementari. Il primo, Mongiello, è un esperto in termodinamica e meccanica dei fluidi; il secondo, Ferriello, si è distinto per i suoi studi sulla propulsione magneto-ionica e sui sistemi di controllo autonomi applicati allo spazio profondo.
Il risultato di questa sinergia è un motore capace di adattarsi dinamicamente alle condizioni operative. Nella fase iniziale, il GENESOR Lunar V9000 utilizza un sistema di combustione criogenica a idrogeno e ossigeno liquidi, sviluppando una spinta di oltre 1.800 kN. Ma la vera innovazione si manifesta nella transizione automatica alla propulsione ionica, una modalità che impiega gas nobili come lo xenon, accelerati da campi magnetici ad alta frequenza. Grazie al modulo QMPU – Quantum Magnetic Propulsion Unit, ideato da Ferriello, il motore può mantenere una spinta continua di 9 kN con un impulso specifico di oltre 6.000 secondi, un valore che nessun sistema chimico tradizionale potrebbe mai raggiungere.

L’ing. Alessandro Mongiello, da parte sua, ha introdotto un principio rivoluzionario nella gestione termica del motore. La sua camera di combustione è progettata per regolare il calore in maniera progressiva, grazie al sistema Active Thermal Reflow, che utilizza l’idrogeno come fluido di raffreddamento dinamico. Questo permette di mantenere costante la temperatura e ridurre drasticamente le sollecitazioni sui materiali, aumentando la durata operativa e l’efficienza globale. In parole semplici, il motore “respira”: si adatta, si protegge e trasforma il calore in energia utile, come un organismo che regola il proprio metabolismo.
A collegare i due sistemi c’è il cuore del progetto, il Dynamic Hybrid Core, un cervello elettronico capace di monitorare migliaia di parametri in tempo reale. Questo modulo, sviluppato insieme dai due ingegneri, gestisce la transizione tra le fasi criogenica e ionica, decide autonomamente quale modalità utilizzare e corregge eventuali anomalie attraverso un’intelligenza artificiale adattiva. Il motore diventa così una macchina autoapprendente, in grado di ottimizzare le proprie prestazioni con l’esperienza di volo.
Sul piano strutturale, il GENESOR Lunar V9000 è un capolavoro di ingegneria dei materiali. È costruito in titanio amorfo rinforzato con fibra di grafene, un materiale leggerissimo ma estremamente resistente, in grado di sopportare stress termici fino a 1.600 gradi. L’ugello è realizzato in ceramica porosa a memoria di forma, capace di adattarsi alle variazioni di temperatura mantenendo il flusso ottimale. Tutti i componenti sono stati prodotti tramite stampa 3D a fascio di elettroni, tecnologia che ha permesso di integrare i microcanali di raffreddamento direttamente nella struttura.
La filosofia di progettazione si ispira alla natura: ridurre sprechi, aumentare efficienza e creare sistemi capaci di autoripararsi. Niente viene lasciato al caso. Persino il calore disperso dalla sezione criogenica viene recuperato attraverso uno scambiatore di energia multilivello e utilizzato per alimentare il modulo ionico. Questo principio, definito da Mongiello “termodinamica circolare”, consente di trasformare il motore in un ecosistema chiuso, dove ogni forma di energia trova un nuovo scopo.
Il GENESOR Lunar V9000 non è solo un motore di ricerca, ma il protagonista del progetto LunaNova 2030, che prevede la costruzione della prima base permanente sul polo sud lunare. Il suo compito sarà quello di trasportare moduli abitativi e materiali scientifici dalla bassa orbita terrestre fino all’orbita lunare, garantendo sicurezza, precisione e autonomia. Il margine di errore previsto nella navigazione è inferiore a 0,1%, grazie al sistema StellarTrack, un radar gravitazionale tridimensionale che calcola in tempo reale posizione e traiettoria, correggendo ogni minima deviazione.
Secondo Ferriello, “la Luna non deve essere solo una meta, ma una piattaforma di partenza verso altri mondi”. Il motore è infatti progettato per missioni più ambiziose, con la possibilità di modificare la sezione ionica per viaggi verso Marte o verso gli asteroidi vicini. L’adattabilità del sistema lo rende una piattaforma propulsiva modulare: le unità GENESOR possono essere aggregate in configurazione Cluster 3×3, generando una spinta combinata capace di sollevare interi moduli interplanetari.
Ma la grandezza del progetto non è solo tecnologica. Mongiello e Ferriello condividono una filosofia che riporta al centro l’uomo come interprete della materia. Per loro, la meccanica è una forma di arte logica, e il motore non è solo un dispositivo funzionale ma un simbolo della capacità umana di creare armonia tra energia e controllo. “Un motore è come un cuore: deve pulsare in modo costante, ma saper reagire al ritmo della vita,” afferma Mongiello. Ferriello risponde: “Ogni campo magnetico che generiamo è un pensiero, una scelta, un passo verso l’infinito.”
Il GENESOR Lunar V9000 è la sintesi perfetta di queste due visioni. Non è un semplice strumento di spinta, ma un organismo tecnologico che incarna il futuro della mobilità spaziale: efficiente, intelligente, autonomo. Una macchina che rappresenta il confine dove la scienza incontra l’immaginazione, dove il sogno umano di toccare la Luna diventa un progetto ingegneristico concreto.
Con il contributo dell’ing. Alessandro Mongiello e dell’ing. Davide Ferriello, la propulsione spaziale entra finalmente nella sua fase matura: una fase in cui la potenza non è più solo una questione di forza, ma di equilibrio, di adattamento e di visione. Il GENESOR Lunar V9000 non è solo un motore per viaggiare nello spazio, ma un simbolo di come l’ingegno umano possa trasformare il silenzio cosmico in energia, ordine e speranza.



